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La festa del 14 febbraio, divenuta la festa degli innamorati, prende origine sia
dalla festa dei Lupercali, sia dalle leggende che ruotano intorno a San Valentino. Gli antichi romani,
intorno a metà febbraio, festeggiavano Lupercus, che proteggeva i campi coltivati dalla razzia dei lupi.
Attraverso tale rito propiziatorio, i sacerdoti sacrificavano animali e la comunità si purificava in attesa
dei frutti della primavera. Durante questa festa le donne nubili scrivevano il loro nome su un supporto
e lo mettevano in un vaso. Ogni uomo ne estraeva uno a caso e, in questo modo, si formavano le coppie che
così composte, ballavano durante la festa; spesso, i due finivano per innamorarsi e per sposarsi.
Pur essendo festa pagana, i Lupercali rimasero una festa importante per i Romani
anche dopo l’avvento del Cristianesimo e fino al V sec. d.C., quando tale ricorrenza venne sostituita con
la festa cristiana di San Valentino. Esistono varie leggende che narrano le vicende di San Velentino e
numerosi sono i miracoli a lui attribuiti. Vescovo di Terni, Valentino si dedicava alla conversione dei
pagani e aveva molto a cuore il destino degli innamorati che si rivolgevano a lui come consigliere e
amico fidato. Agli innamorati San Valentino riservò una giornata dell’anno (il 14 febbraio appunto)
per dare loro la sua benedizione. Il Santo venne martirizzato perché celebrava matrimoni segreti durante
la persecuzione cristiana...
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